Il rapporto tra genitori e atleti

 

I genitori hanno il compito di far vivere ai figli un'esperienza sportiva sana. Fanno molti sacrifici, accompagnano e sostengono quotidianamente i figli partecipando alla loro crescita personale oltre che sportiva.
Quando si pratica uno sport si fanno molte esperienze che ognuno vive in un certo modo e che può essere importante condividere con i compagni, con l’allenatore e con i genitori.
Proviamo a capire che rapporto hai con i tuoi genitori quando pratichi sport e se conosci i comportamenti che ti aiuteranno a crescere bene!
Mettiti nei panni delle/dei protagoniste/i

 

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Quando mi succede qualcosa di brutto durante un allenamento o una gara, è meglio non parlarne con i miei genitori (o con uno dei due) per non allarmarli

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Quando i miei genitori assistono ad una gara, fanno il tifo per me e insultano gli avversari ed è giusto, fa parte dell’agonismo

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Quando non ho voglia di allenarmi è giusto che lo dica ai miei genitori (o a uno dei due) con sincerità

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Un mio compagno di squadra viene preso di mira dall’allenatore che spesso lo punisce facendogli fare gli esercizi più faticosi. Penso che sia meglio non parlarne con i miei genitori (o con uno dei due) perché non sono fatti miei

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Se mi accorgo che qualcuno ha diffuso dei video o delle foto sui social mentre ci stiamo facendo la doccia, ne parlo subito con i miei genitori (o con uno dei due), anche se questo significherebbe fare la spia.

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L’allenatore spesso si arrabbia con me, mi insulta e mi tratta male. Per non peggiorare la situazione è meglio non parlarne con nessuno, potrebbe non farmi giocare più

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Se perdiamo una partita importante e io ho giocato male, è giusto che i miei genitori (o uno dei due) si arrabbino con me perché fanno molti sacrifici per farmi allenare e non posso deluderli

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Il mio allenatore mi consegna un piano alimentare da seguire per mettermi a dieta per migliorare la mia prestazione sportiva. Anche se penso che abbia ragione, è meglio prima che ne parli con i miei genitori (o con uno dei due)

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Se alla fine di una partita, mentre torno a casa con uno dei miei genitori (o con entrambi), questo mi offende per la prestazione, è esagerato arrabbiarsi o rimanerci male

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Mi piacerebbe cambiare sport e non ho il coraggio di dirlo ai miei genitori È meglio continuare l’attività sportiva che sto praticando anche se non mi piace più.

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Il rapporto tra allenatore e atleti

Quando si pratica un’attività sportiva, il rapporto tra l’allenatore o allenatrice e l’atleta è particolarmente importante. Ci sono atleti e atlete che si trovano bene in questa relazione, altri invece che la vivono con difficoltà e disagio. Non sempre è facile capire se quello che fa un allenatore o un’allenatrice con noi sia giusto o sbagliato.

Prova a rispondere al quiz!

Dopo che avrai risposto ad ogni domanda troverai dei suggerimenti su come il tuo allenatore o la tua allenatrice si dovrebbero comportare con te.

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L’allenatore o allenatrice non deve intervenire se due compagni di squadra stanno litigando violentemente perché se la devono vedere tra di loro

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Tra i doveri dell’allenatore o allenatrice c’è quello di sgridarmi e/o prendere provvedimenti se faccio o dico qualcosa di sbagliato

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Per rimettere in riga la squadra è giusto che ogni tanto l’allenatore o l’allenatrice dica parolacce o insulti qualcuno che si sta comportando male

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L’allenatore o allenatrice non sono responsabili di quello che mi accade durante gli allenamenti o le gare

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L’allenatore o l’allenatrice, pur di assicurarsi la vittoria, deve chiedere al o alla più forte della squadra di giocare anche quando è rientrato/a da poco dopo un infortunio e non se la sente.

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E’ normale che l’allenatore o allenatrice tratti diversamente gli atleti e atlete che vincono sempre

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Gli allenatori o allenatrici migliori sono quelli che si comportano come amici, scrivendo spesso in chat e rendendosi disponibili anche fuori dall’allenamento.

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L’allenatore o allenatrice deve ascoltare le mie opinioni e le mie preoccupazioni senza dare un giudizio rispetto a quello che gli/le dico.

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L’allenatore o allenatrice non deve alimentare il tifo contro la squadra rivale con qualunque mezzo.

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Il solo compito dell’allenatore o allenatrice è quello di far raggiungere le migliori prestazioni agli atleti e portare a casa la vittoria.

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Il rapporto tra compagni e compagne di squadra

 

Praticare uno sport di squadra è particolarmente appassionante. Tante esperienze da condividere e tanti momenti divertenti e da ricordare
Allo stesso tempo, stare in una squadra può essere complesso, non sempre si è protagonisti o totalmente accettati e compresi.
Ognuno di noi vive in modo diverso vittorie e sconfitte, scherzi, riconoscimenti e critiche.
Proviamo a capire come comportarsi in alcune delle situazioni qui di seguito. Aiutaci a capire cosa faresti tu!
Mettiti nei panni delle/dei protagoniste/i

 

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Celebriamo una splendida vittoria e in spogliatoio ci scattiamo una serie di selfie come fanno i grandi campioni. Un compagno fa un filmato in cui tanti di noi sono in mutande e lo posta

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Abbiamo perso una partita importante. Una compagna ha commesso un clamoroso errore e ha compromesso tutti i nostri sforzi. Alcune compagne insultano pesantemente la compagna

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Il capitano strattona un compagno che non sta dando il massimo in allenamento. Lo riprende in maniera forte e gli dice di darsi una svegliata

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La più forte della squadra continua a prendere in giro le nuove arrivate

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Un compagno ti confida che non sta bene. Ha incominciato a fumare e bere dopo l'allenamento. Ti chiede di non dire niente a nessuno

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La mia più cara amica, che gioca con me, sotto la doccia mostra dei segni strani sul corpo

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Abbiamo vinto un torneo importante. Dalle tribune i tifosi avversari ci insultano

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Abbiamo perso una gara di qualificazione. Non abbiamo giocato bene. Alcune di noi cercano le colpe indicando altre compagne

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In campo un'avversaria colpisce scorrettamente una compagna

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I miei compagni creano un meme dell'allenatore. Quando si arrabbia ne dice di tutti i colori e lo prendiamo in giro

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