Sono partite dalla Provincia di Chieti le attività di empowerment dei ragazzi e delle ragazze scelti dalla società sportive che aderiscono al nostro progetto.

Coinvolgere e rendere protagonisti i giovani atleti rispetto al fenomeno della violenza in ambito sportivo: è questo l’obiettivo di una nuova attività appena iniziata dal nostro progetto che coinvolgerà 100 ragazzi e ragazze abruzzesi  provenienti dalla società sportive che hanno aderito a Safe Place Safe Play.

Il percorso con i giovani atleti è iniziato lo scorso 21 ottobre dal Campus Universitario di Chieti: i ragazzi e le ragazze vengono coinvolti in un percorso integrato che prevede l’attivazione di laboratori sul tema delle emozioni e incontri riflessivi attraverso una metodologia che li vede protagonisti attivi e con il fine di mettere in atto pratiche di attenzione, sensibilizzazione e dialogo non direttivo con tutti loro.

A guidarli in questo percorso, i professionisti dell’Associazione l’Angelo Custode che da anni è impegnata sul territorio per combattere il fenomeno del maltrattamento minorile che saranno affiancati e supportati da quelli dell’Università d’Annunzio

 

I LABORATORI SULLE EMOZIONI

Conoscere e riconoscere le emozioni insieme ai giovani atleti è fondamentale per sostenere il processo di acquisizione delle capacità di conoscere se stessi e di mettersi nei panni degli altri, nonché di riconoscere situazioni di violenza, abuso e maltrattamento, non solo in ambito sportivo.

Per questo motivo, durante i laboratori, il lavoro dei nostri professionisti si concentrerà sulle emozioni che si sperimentano di fronte alla violenza. Conoscere la rabbia, il senso di colpa, la paura, l’impotenza e la vergogna ha lo scopo nei giovani pre adolescenti e adolescenti di discernere cosa è giusto e cosa sbagliato e consente loro di sviluppare una maggiore conoscenza emotiva.

 

Alla fine di ogni laboratorio, che aiuterà anche i giovani atleti coinvolti a sviluppare autostima, autoeffficacia, motivazione interna e resilienza, i ragazzi coinvolti avranno il compito di diffondere il lavoro realizzato con tutti gli altri giovani atleti che partecipano al progetto.

 

I GRUPPI RIFLESSIVI

Per fare in modo che le esperienze fatte dai giovani atleti durante i laboratori possano essere rielaborate assegnando loro senso e significato, sono stati inoltre attivati dei laboratori riflessivi. E’ proprio in questo contesto che i ragazzi, guidati dalla figura di uno psicologo/psicoterapeuta, affiancata dall’esperto conduttore di laboratori, si confrontano su emozioni, limiti, paure e percezioni relative al rapporto tra pari e al rapporto tra atleta/coach.

Anche in questo caso la metodologia di lavoro prevede un coinvolgimento attivo in cui viene favorita la discussione sul problema e la condivisione delle esperienze.